L'Arcivescovo di Firenze Betori ha sospeso Don Santoro
(parroco delle Piagge ovvero di un quartiere periferico qui di Firenze)
dopo il matrimonio che ha celebrato tra un uomo e un trans,
scegliendo così la via dello scontro e della condanna del parroco.
I principi non si negoziano; è vero, ma è anche vero che ormai la Chiesa
(intesa in questa accezione - si badi bene - solo come gerarchia ecclesiastica
perché la vera Chiesa sono i fedeli) sembra ancora una volta molto più attenta
a chiudersi al Mondo, a difendersi - trincerandosi spesso dietro una ipocrisia di facciata -
piuttosto che venire incontro alle richieste di una Società che cambia
... o meglio che è già cambiata, anche se non lo si vuole accettare nelle alte sfere.
E così il distacco tra la Curia centrale e le periferie (intese come parrocchie con sacerdoti che si rimboccano le mani - e Don Santoro è uno di questi - ed operano nel disagio) è sempre più marcato.
Vedendo poi in internet le foto del matrimonio, mi sembra proprio che Don Santoro avesse di fronte nient'altro che due persone che si volevano bene da molti anni e non "moralmente disturbate" o peggio malvagie, come invece si possono ben definire i molti preti pedofili
o quelli che praticano - all'interno della Chiesa e senza remore - l'omosessualità
(che da sempre vi hanno albergato e vi albergano ancora oggi, seppur ben nascosti e celati agli sguardi ... perché ormai ciò che conta è solo "salvare l'immagine").
Per non parlare poi dello sguardo benevolo della gerarchia ecclesiastica verso i potenti di turno a cui si perdona ogni immoralità; perché il potere ed il denaro son sempre piaciuti anche a coloro che invece dovrebbero guardare solo all'anima...
Forse la gerarchia ecclesiastica dovrebbe rileggersi il Vangelo laddove Gesù diceva che il comandamento più grande è uno solo: amare Dio e il prossimo.